Dialoghi da pancia piena

Ho fatto l’errore di aprire il sito di repubblica, cerco di farlo meno del solito in questi giorni. Siamo in periodo elettorale; tutti a sfilare con l’abito buono, il cliché è il solito: l’uno accusa l’altro, quello risponde per le rime, via le mani dalle banche, … Insomma tutti parlano di tutto (e quindi di niente), nel disperato tentativo di accaparrarsi più voti possibile. Si confrontano fingendo obiettivi di risanamento, per risolvere i problemi di questa Italia sfasciata, delusa, demoralizzata.

Mi rendo conto che la colpa è nostra. Tutti (e intendo proprio tutti) abbiamo contribuito a metterla in ginocchio, con le nostre discussioni da pancia piena e la convinzione che tanto, in fondo, le cose non possano cambiare. Con il nostro disinteresse abbiamo giustificato qualsiasi comportamento (soprattutto se nostro), ci siamo scordati del rispetto delle regole e di noi stessi, lasciandoci cullare dal vuoto senso di soddisfazione che proviamo ogni volta che accendiamo la televisione e saltiamo veloci dall’ennesimo reality da zero neuroni al solito (inutile) dibattito tra opinionisti. Su cosa esprimano i loro “colti” commenti ancora non l’abbiamo capito (e forse nemmeno ci interessa), e, cosa peggiore, ormai non ci chiediamo neanche più che diavolo ci facciano lì, chi si è preso il disturbo di pagarli per il loro utilissimo lavoro. Abbiamo perso la cognizione del senso del ridicolo. Continua a leggere